Statuto dell’associazione Donne Protette Onlus

Art. 1

Costituzione

E’ costituita con sede in Lugo, Via Rambelli n.4,  l’associazione di volontariato denominata  “DONNE PROTETTE” di seguito detta “associazione”.

Come associazione di volontariato, si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, spontanee e gratuite dei propri soci attivi, prestazioni prevalenti sia qualitativamente sia quantitativamente rispetto ad eventuali apporti professionali di cui l’associazione possa avvalersi.

L’associazione è liberamente costituita per esclusivi fini di solidarietà.

I contenuti e la struttura dell’associazione sono democratici. Essa ha durata illimitata e non persegue scopo di lucro.

Art. 2

Finalità

L’associazione opera in attività di volontariato inteso come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, principalmente a favore di soggetti terzi.

L’associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà e interesse sociale nel campo dell’assistenza sanitaria e socio sanitaria. Essa, nell’intento di agire a favore di tutta la collettività, ha come obbiettivo principale, la prevenzione e la tutela della salute di tutte le persone ed in particolare modo di quelle operate al seno.

l’Associazione, per la realizzazione dello scopo prefisso, si propone a titolo esemplificativo e non esaustivo, di svolgere, l’attività in maniera autonoma, o in collaborazione con altre associazioni, enti e soggetti pubblici e privati aventi finalità simili e che condividano gli scopi e le finalità dell’Associazione promuovendo le seguenti attività:

a) rappresentare, difendere, coadiuvare, informare e sostenere gratuitamente gli interessi delle donne con diagnosi di tumore al seno e delle donne che hanno già subito interventi per tumore al seno anche concorrendo al controllo affinché in ogni servizio Ospedaliero o struttura Locale (ai sensi della direttiva 27.01.94, del Consiglio dei Ministri della Repubblica) vi sia il rispetto dei principi fondamentali di:

  • Eguaglianza
  • Imparzialità
  • Continuità
  • Diritto di scelta
  • Partecipazione consapevole
  • Efficienza ed efficacia.

b) Promuovere attività di informazione e sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno, sui mezzi e le modalità che possono contribuire a prevenirlo, accertarlo precocemente e curarlo efficacemente;

c) Sollecitare e favorire la formazione di qualunque tipo di figura “professionale” occorrente per lo svolgimento delle attività di informazione di prevenzione di terapia di cura per tutte le patologie mammarie;

d) Promuovere  e progettare la creazione di strutture e l’individuazione di percorsi diagnostici e terapeutici preferenziali che garantiscano supporto alle donne affette da tumore al seno a partire dal momento della diagnosi.

e) Per raggiungere compiutamente il proprio scopo, l’associazione potrà organizzare corsi pratici, convegni divulgativi e di aggiornamento per le figure professionali e potrà svolgere ogni altra attività scientifica e culturale aderente allo scopo associativo e potrà istituire borse di studio per attività inerenti allo scopo della associazione.

f) L’Associazione può farsi promotrice di qualunque attività possibile destinata al reperimento di fondi necessari per il finanziamento  delle proprie attività istituzionali.

E’ fatto divieto alla Associazione di svolgere attività diverse da quelle precedentemente indicate, a eccezione di quelle a esse direttamente connesse, a condizione che le stesse non siano prevalenti.

Le attività di cui ai commi precedenti sono svolte dall’Associazione prevalentemente tramite le prestazioni personali, gratuite e volontarie fornite dai propri aderenti.

L’attività degli aderenti non può essere in alcun modo retribuita nemmeno da eventuali diretti beneficiari. Agli aderenti possono essere rimborsate dall’Associazione le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, previa documentazione ed entro limiti preventivamente stabiliti dall’Associazione stessa. Ogni forma di rapporto economico con l’Associazione, anche derivante da lavoro dipendente o autonomo, è incompatibile con la qualità del socio.

Art. 3

Soci

Sono soci dell’associazione le persone fisiche che sottoscrivono il presente statuto e quelle che ne fanno richiesta e la cui domanda di adesione è accolta dal Consiglio Direttivo.

Nella domanda di adesione l’aspirante socio dichiara di accettare senza riserve lo statuto dell’organizzazione. L’iscrizione decorre dalla data di delibera del Consiglio Direttivo.

L’ammissione all’associazione non può essere effettuata per un periodo temporaneo.

La qualità di socio si perde per recesso, esclusione, decesso.

Il recesso deve essere comunicato in forma scritta.

L’esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo per:

a) mancato versamento della quota associativa;

b) comportamento contrastante con gli scopi dell’associazione;

c) persistenti violazioni degli obblighi statutari.

In ogni caso, prima di procedere all’esclusione devono essere contestati per iscritto al socio gli addebiti che allo stesso vengono mossi, consentendo facoltà di replica.

Il socio receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate.

Il numero dei soci non può essere inferiore ad un numero pari al doppio più uno dei componenti il Consiglio Direttivo.

Art. 4

Doveri e diritti dei soci

Tutti i soci hanno pari doveri e diritti.

I soci sono tenuti a:

  1. rispettare le norme del presente statuto, i regolamenti interni e le deliberazioni regolarmente adottate dagli organi associativi;
  2. mantenere sempre un comportamento corretto nei confronti dell’associazione;
  3. versare la quota associativa annuale. Tale quota è intrasmissibile e non soggetta a rivalutazione.

I soci hanno diritto a:

  1. partecipare a tutte le attività promosse dall’associazione;
  2. partecipare direttamente o per delega all’Assemblea con diritto di voto;
  3. accedere alle cariche associative, se maggiorenni.

I soci, compresi quelli che ricoprono cariche associative, non possono ricevere alcuna remunerazione o utilità economica, nemmeno indiretta, per le loro prestazioni, fatto salvo il diritto al rimborso delle spese documentate effettivamente sostenute per lo svolgimento dell’attività associativa, entro limiti stabiliti dall’associazione stessa.

I soci non possono vantare alcun diritto nei confronti del patrimonio dell’associazione.

Art. 5

Organi

Sono organi dell’associazione:

– l’Assemblea;

– il Consiglio Direttivo;

– il Presidente;

  il Comitato Scientifico.

L’eleggibilità degli organi amministrativi è libera: principio del voto singolo di cui all’articolo

2532, comma 2, del codice civile.

Art. 6

Assemblea

L’Assemblea è costituita da tutti i soci dell’associazione ed è sovrana.

E’ presieduta dal Presidente e da questi convocata in via ordinaria almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio, nonché ogni qualvolta egli stesso o un decimo dei soci lo ritenga opportuno. E’ convocata in via straordinaria per deliberare sulle modifiche dello statuto e sullo scioglimento e devoluzione del patrimonio.

Le convocazioni devono essere effettuate mediante avviso per e-mail (a meno che non sia l’associato a chiedere altra forma di convocazione e comunque tramite lettera di posta prioritaria) da far pervenire a tutti gli associati almeno otto giorni prima, contenente l’ordine del giorno, luogo, data ed ora della prima e dell’eventuale seconda convocazione che non può avvenire nello stesso giorno della prima.

In prima convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei soci presenti in proprio o per delega da conferirsi ad altro socio. In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti, in proprio o per delega. Ciascun socio non può essere portatore di più di due deleghe.

Le deliberazioni dell’Assemblea sono adottate a maggioranza semplice dei presenti, eccezion fatta per le deliberazioni riguardanti le modifiche dello statuto, per le quali occorre la presenza almeno dei due terzi dei soci ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti e per le deliberazioni riguardanti lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio per le quali occorre il voto favorevole dei tre quarti dei soci.

L’Assemblea ha i seguenti compiti:

– eleggere i componenti del Consiglio Direttivo;

– decidere gli indirizzi gestionali e gli obiettivi di periodo da perseguire;

– approvare il bilancio consuntivo;

– approvare o respingere le richieste di modifica dello statuto;

– stabilire  l’ammontare delle quote associative e dei contributi  a carico dei soci.

Art. 7

Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea ed è composto da un numero di 9 (nove) membri, nominati dall’Assemblea fra i soci maggiorenni, che rimangono in carica per tre anni e sono rieleggibili.

Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più componenti del Consiglio decadessero dall’incarico, il Consiglio può provvedere alla sostituzione nominando i primi dei non eletti, che rimangono in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio; ove decada la metà dei membri del Consiglio, l’Assemblea deve provvedere alla nomina di un nuovo Consiglio.

Il Consiglio Direttivo si riunisce, su convocazione del Presidente o in caso di sua assenza del Vicepresidente, almeno cinque volte l’anno e quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti. Il Consiglio è presieduto dal Presidente o, in sua assenza dal Vicepresidente o dal Consigliere più anziano d’età.

Perché la convocazione sia valida, occorre un preavviso di almeno otto giorni decorrenti dalla data del timbro postale o da quella posta sulla ricevuta nel caso in cui la lettera di convocazione sia consegnata a mano o da riscontro alla lettura della e-mail.

Assume le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti; non è in alcun modo ammessa delega e nelle votazioni in caso di parità non prevale il voto del Presidente.

Al Consiglio Direttivo spetta di:

  • curare l’esecuzione delle delibere dell’Assemblea;
  • predisporre il bilancio consuntivo;
  • deliberare sulle domande di nuove adesioni;
  • eleggere il Presidente, il Vicepresidente ed eventualmente assegnare altri incarichi interni al Consiglio;
  • provvedere agli affari di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano spettanti all’Assemblea.

Il consigliere che senza giustificato motivo, non partecipi a due riunioni consecutive, decade dalla carica ed il consiglio direttivo potrà provvedere, alla prima riunione successiva, in ordine alla sua sostituzione.

Art. 8

Presidente

Il Presidente dell’organizzazione, che è anche Presidente dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, è eletto dal Consiglio Direttivo al suo interno a maggioranza semplice. Dura in carica quanto il Consiglio Direttivo.

Al Presidente spetta la rappresentanza legale dell’organizzazione nei confronti di terzi e in giudizio. Convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo.

Cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e in caso di  necessità e di urgenza ne assume  i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nella prima riunione successiva.

In caso di sua assenza o impedimento, le relative funzioni sono svolte dal Vicepresidente o da altro consigliere delegato come da Regolamenti interni.

Art.9

Gratuità delle cariche associative

Ogni carica associativa viene ricoperta a titolo gratuito.

Art. 10

Risorse economiche e bilancio

L’organizzazione trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della propria attività da:

– quote associative e contributi dei soci;

– contributi di privati;

– contributi dello Stato, di enti e di istituzioni pubbliche;

– contributi di organismi internazionali;

– donazioni e lasciti testamentari;

– rimborsi derivanti da convenzioni;

– entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;

– rendite di beni mobili o immobili pervenuti  all’organizzazione a qualunque titolo.

L’esercizio sociale si chiude al 31 dicembre di ogni anno.

Il Consiglio deve tempestivamente predisporre il Bilancio dell’esercizio da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.

La quota associativa a carico dei soci è fissata dall’Assemblea durante l’assemblea ordinaria annuale di approvazione del bilancio entro il mese di aprile di ogni anno. Essa è annuale, non è frazionabile né ripetibile in caso di recesso o di perdita della qualità di socio.

Il fondo comune costituito con le risorse di cui al comma precedente non può essere ripartito tra i soci né durante la vita dell’organizzazione né all’atto dello scioglimento.

L’esercizio finanziario dell’organizzazione ha inizio e termine rispettivamente il 1° gennaio ed il 31 dicembre di ogni anno.

Al termine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio consuntivo e lo sottopone all’Assemblea dei soci entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio. La bozza di Bilancio, nei quindici giorni che precedono l’assemblea che lo approva, ed il bilancio dopo la sua approvazione devono essere tenuti presso la sede dell’associazione a disposizione dei soci che lo volessero consultare o ne volessero chiedere copia. Gli eventuali utili risultanti dal bilancio approvato saranno reinvestiti per il perseguimento delle finalità associative.

E’ fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. Gli utili e gli avanzi di gestione dovranno essere impiegati obbligatoriamente per la realizzazione delle attività istituzionali o di quelle ad esse direttamente connesse.

L’organizzazione ha l’obbligo di devolvere il patrimonio dell’ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Il rapporto associativo si intende uniforme in quanto le modalità associative sono volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati maggiori d’età il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione.

Annualmente vi è l’obbligo di redigere e di approvare un rendiconto economico e finanziario

secondo le disposizioni statutarie.

Art. 11

Contratti di lavoro e responsabilità

E’ considerata organizzazione di volontariato ogni organismo liberamente costituito al fine di svolgere l’attività che si avvalga in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. Le organizzazioni di volontariato possono comunque assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure occorrenti a qualificare o specializzare l’attività da esse svolta.

Per raggiungere il proprio scopo sociale l’Associazione potrà assumere personale dipendente con deliberazione presa dal Consiglio Direttivo, al quale spettano tutte le competenze riguardanti il rapporto con i lavoratori dipendenti.

L’associazione potrà inoltre stipulare contratti di collaborazione o di lavoro autonomo regolati ai sensi di legge, in base agli indirizzi di attività deliberati in sede assembleare o dal Consiglio direttivo.

I compensi previsti per i contratti di collaborazione e di lavoro non possono eccedere il limite stabilito dall’art. 3, commi 1 e 4 L. 266/91 ed eventuali successive disposizioni in materia.

L’Associazione, in relazione alla attività svolta, sarà tenuta ad assicurarsi per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extra contrattuale dell’associazione stessa, nonché per la responsabilità civile verso i terzi dei propri consiglieri, dipendenti e collaboratori.

Art. 12

Comitato Scientifico

Il Comitato Scientifico è nominato dal Consiglio Direttivo, inoltre la nomina è ratificata dall’Assemblea dei Soci.

E’ un organo di alta specializzazione professionale, culturale e scientifica, composto da 3 (tre) a 9 (nove) membri scelti tra rappresentanti del settore sociosanitario e culturale anche non membri della Associazione.

Il Comitato Scientifico nomina al suo interno un Presidente .

Il Comitato scientifico è un organo consultivo e scientifico.

Sono compiti del Comitato Scientifico:

  1. Individuare temi, spunti, problemi e quant’altro ritenuto proprio come oggetto di intervento, 

comunicando al Consiglio Direttivo il relativo piano scientifico;

  1. Formulare pareri, risposte, relazioni su quesiti del Consiglio Direttivo, anche a beneficio di 

istituzioni ed enti terzi di rilievo.

Il Comitato Scientifico è presieduto dal Presidente

Il Presidente del Comitato Scientifico dura in carica tre anni ed è rieleggibile

Il Presidente del Comitato Scientifico ha il compito di coordinare i progetti e l’operato del Comitato stesso.

Il Comitato Scientifico è convocato di regola ogni sei mesi dal Presidente , o  comunque ogni qualvolta lo stesso lo ritenga opportuno.

Altresì il Consiglio Direttivo può convocare il Comitato Scientifico.

Per questioni di particolare importanza il Presidente del Comitato Scientifico può proporre al Presidente del Consiglio Direttivo di convocare congiuntamente il Comitato Scientifico ed il Consiglio Direttivo.

Del Comitato Scientifico possono far parte anche membri del Consiglio Direttivo.

Il Comitato Scientifico dura in carica tre anni. I membri del Comitato Scientifico sono  rieleggibili.

Il Comitato Scientifico potrà avvalersi a  discrezione della consulenza di specialisti.

Art. 13

Modifiche allo statuto

Le proposte di modifica allo statuto possono essere presentate all’Assemblea da uno degli organi o da almeno un decimo dei soci. Le relative deliberazioni sono approvate dall’Assemblea con la presenza di almeno due terzi dei soci e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Art. 14

Scioglimento e liquidazione

Lo scioglimento dell’organizzazione è deliberato dall’Assemblea straordinaria con il voto favorevole dei tre quarti dei soci. La stessa assemblea nomina anche i liquidatori. Il patrimonio residuo, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3 comma 190, l. 662/96, dovrà essere devoluto comunque a favore di altra associazione senza scopo di lucro ed operante in identico od analogo settore per fini di utilità sociale.

Art. 15

Clausola compromissoria

Qualsiasi controversia in tema di rapporti associativi che insorgesse tra i soci o tra questi e qualsiasi organo dell’Associazione, sarà rimessa al giudizio di un arbitro amichevole compositore che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale. Il lodo dovrà essere pronunciato entro 30 giorni dall’accettazione dell’arbitro, senza la possibilità di concedere proroghe. Sede dell’arbitrato sarà Ravenna.

L’arbitro sarà scelto di comune accordo tra le parti contendenti; in mancanza di accordo entro 30 giorni (decorrenti dalla data di richiesta formulata per iscritto che una delle due parti fa pervenire all’altra di voler compromettere in arbitri la controversia) la nomina dell’arbitro sarà effettuata dal Presidente della Camera di Commercio di Ravenna. Sia l’Associazione che il Socio si danno atto e si impegnano a considerare la decisione arbitrale come manifestazione della propria volontà contrattuale, e a rispettarla come tale, ai sensi dell’art. 1372 c.c. L’adesione alla clausola compromissoria si ritiene espressa al momento della richiesta di iscrizione, dovendo il socio leggere lo statuto ed impegnarsi ad accettarlo.

Art.16

Norma di rinvio

Per quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia.